Fondata tra il 43 e il 40 a.C. da Gaio Vibio Pansa o direttamente da Ottaviano Augusto, la Legio III Augusta fu una delle legioni più longeve e strategicamente importanti dell’Impero Romano.
Il suo nome non solo onorava Augusto, ma evocava anche la sua natura “augusta”, solenne e imperiale.
Dal 30 a.C. in poi, la III Augusta fu stabilmente dislocata nelle province africane, con basi a Thugga, Ammaedara (oggi Haïdra), Theveste e Gemellae (nell’attuale Algeria). Oltre alle campagne militari, fu protagonista di un’intensa attività di urbanizzazione: costruzione di strade, acquedotti, fortificazioni e impianti termali.
Sebbene l’Africa fosse considerata una provincia tranquilla, la legione affrontò duri conflitti:
Nel 18 d.C., una sottounità fu annientata in un’imboscata, e il comandante Lucio Apronio applicò la decimazione, punizione estrema che prevedeva l’uccisione di un soldato ogni dieci.
Tra il 17 e il 24 d.C., combatté contro le tribù numide e mauritane guidate da Tacfarinas, in una guerra di guerriglia che mise a dura prova le tattiche romane.
Durante il I secolo, la III Augusta fu l’unica legione affidata a un senatore (proconsole d’Africa), segno della sua importanza strategica e della fiducia imperiale. Successivamente, l’imperatore Caligola ne affidò il comando a un legato imperiale per garantirne la lealtà.
Il Pegaso alato
Il Capricorno Simboli che riflettevano forza, velocità e protezione divina.
La Legio III Augusta non fu solo una forza militare: fu costruttrice di civiltà, custode del confine meridionale dell’Impero, e testimone della resilienza romana in terre lontane. La sua storia è il cuore pulsante di questa saga.